Intervista a Franco Danza: "Il calcio è responsabilità e passione" - I AM CALCIO BRINDISI

Intervista a Franco Danza: "Il calcio è responsabilità e passione"

Franco Danza, Castellaneta
Franco Danza, Castellaneta
TarantoRubriche

Franco Danza, tecnico del Castellaneta, ha concesso un'intervista a noi di IAmCalcio Taranto parlando di presente, futuro e passato del calcio italiano e della sua rapida evoluzione. Spiegare il calcio per un allenatore come Danza appare piuttosto semplice ma, come ha sottolineato spesso nel corso dell'intervento, il gioco del calcio si evolve e noi tutti abbiamo il dovere di seguire passo passo l'avanzare di un'idea nuova o di una filosofia determinante per il presente. Essere aggiornati, curare i dettagli e cercare di imparare dai migliori sono fattori cruciali che possono emergere solo con tanta passione e determinazione. Danza nel corso della sua carriera ha compreso il calcio nella propria totalità, toccando i picchi del professionismo e del dilettantismo. Conoscere il calcio, significa anche questo: inserire nel proprio bagaglio culturale calcistico tantissime esperienze affinché si possa avere un'idea chiara su tutto e una metodologia in grado di far crescere il calciatore e di conseguenza vincere.

La prima domanda non poteva che essere generica: il calcio e la sua visione. Franco Danza evidenzia: "Il calcio senza dubbio si evolve e di conseguenza dobbiamo mantenere il passo per non rimanere indietro. Nella realtà calcistica contemporanea il calcio è fisicità. Rispetto al passato, dunque, questo sport ha una nuova struttura. Il calciatore in grado di emergere deve saper sposare il connubio fisico e talento, anche se ci sono delle eccezioni se guardiamo ad alti livelli come la Serie A"

Inoltre, la seconda domanda permette al tecnico del Castellaneta di fare un passo indietro e rievocare i propri ricordi dell'esperienze da professionista. Danza ha giocato a Venezia, Rimini e Fasano maturando esperienze in Serie B e Serie C. "Quando sei professionista segui delle regole precise. Certamente, la formazione del calciatore nel corso della sua carriera è determinate. La quotidianità del giocatore professionista è differente da quella del dilettante. Ci sono piccolezze che spesso vengono sottovalutate quando invece risultano cruciali. Come ad esempio l'alimentazione. Sono del parere che determinate cose che vengono chieste con vigore, responsabilità e disciplina al giocatore professionista non possono essere riproposte al dilettante. Ovviamente, ci sono valori imprescindibili quali la passione e la determinazione nel lavoro".

Per quanto riguarda il culto del lavoro, Danza, nel corso della sua carriera da allenatore ha mostrato un determinato feeling con i giovani. Nelle sue esperienze tra Eccellenza e Promozione ha vinto il campionato con lo Sporting Matera e l'ha fatto con una squadra formata prevalentemente da under. Dunque, il tecnico del Castellaneta è la persona più adatta per ascoltare quando si tratta il tema inerente alla crescita di un giovane calciatore. "I ragazzi in una categoria quale l'Eccellenza hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. Sono del parere che tutto è possibile e niente è impossibile. Purtroppo ad oggi il calcio è considerato più attrazione che un punto di riferimento". Una dichiarazione che lascia diverse riflessioni se osserviamo con attenzione al fenomeno del calcio che spesso e volentieri si sposta con estrema facilità dal rettangolo verde ai social network come Instagram e Facebook.

Il calcio è responsabilità e passione e, dunque, per quanto possa essere differente il modo di pensare di una persona rispetto ad un'altra, queste due linee guida devono rimanere intatte quasi a rappresentare una bussola per orientarsi al meglio nel vasto oceano calcistico. L'ultima domanda riguarda il progetto presente chiamato Castellaneta e un'eventuale idea futura per il calcio locale. "Al momento sono catapultato in una realtà che seguo con passione, determinazione e rispetto. Inizialmente, prima di sposare il progetto Castellaneta, pensavo di rilassarmi invece dovrò affrontare un campionato ostico quale l'Eccellenza. Non ti nascondo che volevo smettere con il calcio per dedicare più tempo alla famiglia ma la proposta del Castellaneta non potevo rifiutarla perché è la squadra della mia città e soprattutto perché è gestita da persone che rispettano l'operato di un collaboratore. Inoltre, la gestione del Castellaneta è considerata dall'intera comunità, dal primo cittadino sino all'ultimo. Anche il sindaco ha preso a cuore la causa calcistica. Questi fattori mi fanno comprendere che si può auspicare al meglio per provare a realizzare dei progetti in futuro. Tuttavia, il compito principale sarà quello di lasciare qualcosa per le prossime generazioni. L'imperativo è provarci, con impegno e trasparenza. Per una buona riuscita occorre un altro ingrediente fondamentale: il rispetto. Quest'ultimo, lo ricevo e lo do. Quando ci sono tali dinamiche il lavoro è più semplice". Dunque, Danza pensa al presente con uno sguardo al futuro, perché come ha sottolineato più volte, il gioco del calcio si evolve e dunque sta a noi anticiparne le mosse. 

Agostino D'Angelo

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